Di morti sul lavoro si parla, purtroppo ancora poco e spesso male. Non c’è momento migliore quindi che parlarne oggi, in occasione della Giornata internazionale per la salute e per la sicurezza sul lavoro, indetta dall’Ilo, che cade ogni anno il 28 di aprile. Tra gli obiettivi della ricorrenza c’è la prerogativa di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul tema, nonché la necessità di creare una nuova “cultura della sicurezza” al fine di ridurre o prevenire gli incidenti sul lavoro e le malattie professionali. Basti pensare che solo nel 2018 si contano 1.133 vittime, ovvero 104 vittime in più del 2017. E sono 786 i decessi registrati in occasione di lavoro e 347 quelli in itinere.

Ma grazie ai dati forniti dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering a partire dai dati ufficiali INAIL, aggiornati al 28 febbraio 2019, si registra, per l’inizio del 2019, una lieve e positiva diminuzione di decessi. Se confrontiamo per esempio, le morti avvenute tra gennaio e febbraio 2018 e gennaio e febbraio 2019 i casi sono diminuiti del 3,2%.

La maglia nera delle regioni italiane spetta alla Basilicata, mentre la regione capofila è la Valle d’Aosta. Lazio e Lombardia si inseriscono rispettivamente al 12esimo e 11esimo posto. Grazie però ai dati relativi al numero di occupati per regione; si evince che la regione dove si registra il numero maggiore di morti è la Lombardia con 15 casi seguita dal Veneto (10 casi). Il Friuli Venezia Giulia e la Valle d’Aosta registrano entrambe 0 casi. Procedendo l’analisi per settore, si conferma che il rischio è più elevato per quei lavoratori occupati nei settori manifatturiero ed edile. Tra i decessi che riguardano i lavoratori di diversa nazione, il fenomeno coinvolge soprattutto i cittadini stranieri provenienti dall’est Europea.

Il sesso maschile con una percentuale del 98,8% dei casi si distanzia nettamente dalla percentuale del sesso femminile che registra una percentuale di 1,2%. La fascia di età maggiormente coinvolta è quella degli occupati tra i 55-64 anni seguita da quella con età superiore ai 65 anni. La fascia minore risulta essere quella dai 25 ai 34 anni.