«Felice colui che ha trovato il suo lavoro; non chieda altra felicità», questo aforisma di Thomas Carlyle, storico vissuto nell’Ottocento, racchiude in sé una verità tanto radicata quanto mai attuale.

È indubbio, un uomo che riempie le sue mani di un lavoro rispettoso della sua dignità, la sua mente con un scopo ambizioso, ed il cuore di affetti, è un uomo felice.

Cambiano i secoli ma gli scenari sembrano ripetersi sistematicamente: lavoratori sfruttati, giovani precari e sottopagati, se non disoccupati, e privi di speranza nel futuro, mancanza di tutele, qualità, sicurezza.e diritti. Secondo il rapporto “World Employment and Social Outlook – Trends 2019” dell’International labour organization (Ilo): “Avere un lavoro non garantisce sempre una vita decente. La prova: 700 milioni di persone vivono in una situazione di estrema povertà o di povertà moderata, benché abbiano un lavoro”.

In Italia il 2018 è stato l’anno del “ritorno al caporalato”, con lo sfruttamento colpevolmente crescente degli immigrati come braccianti agricoli. D’altro canto è stato l’anno della discussione sui rider, dei medici sottopagati, dei quasi 3,3 milioni di lavoratori poco retribuiti e dei 108,9 miliardi di tasse e contributi evasi. E ancora, procedendo, è stato il momento della prova del nove per il provvedimento del reddito di cittadinanza, ovvero del progetto di inserimento lavorativo lanciato dal Governo.

In uno scenario così preoccupante a farne le spese, restano i giovani e i soggetti più svantaggiati. A gennaio 2019 l’occupazione è in complessiva lieve salita rispetto al mese precedente (0,1%, 21mila unità), mentre la disoccupazione rimane stabile ma con un tasso crescente tra i giovani. A dicembre 2018, il tasso di disoccupazione si attestava al 10,3% (-0,2 punti percentuali), quello giovanile era al 31,9%. Il tasso di inattività restava stabile al 34,3%.

Le cooperative sono le sole forme di impresa che hanno saputo reggere il peso della crisi economica, creando altresì occupazione di qualità e rientro di capitale investito. A confermarlo gli ultimi dati resi pubblici da Euricse, nel suo report 2019 (qui un articolo dettagliato).

In questo contesto favorevole per il mondo cooperativo, ci siamo profusamente impegnati nell’elaborare possibili progetti e nuove iniziative al fine di sviluppare nuovi modelli di lavoro e welfare, ancora più efficaci ed innovativi, che racchiudano tutta la nostra essenza nell’impegno a sostenere il diritto al lavoro di tutti. Fncs è dopotutto già un patrimonio imponente e prezioso di progettualità, di iniziative, di scelte di fondo, di persone che concorrono a rinnovarne l’energia e l’autorevolezza. Il nostro lavoro, nel fornire risposte concrete ai cittadini e alternative valide alle tradizionali forme di impresa, è sempre in evoluzione, di pari passo al contesto che muta velocemente. Nascono così due nostre nuove proposte: “Impresa per noi” e “Italia e-Group”.

Il progetto “Impresa per noi” – la Cultura dell’Intraprendere, nasce a partire da una condivisione dei principi generali di intervento e dei modelli di riferimento tra i diversi attori delle politiche attive di inclusione, e si sviluppa con le realtà imprenditoriali e istituzionali del territorio di riferimento. L’obiettivo è l’identificazione di un modello di buone prassi di percorso/processo per l’integrazione lavorativa di persone svantaggiate attraverso relazioni con interlocutori territoriali coinvolti nei processi di integrazione, favorendo la nascita di organismi di impresa sociale.

Un gruppo ambizioso di imprese affiliate alla nostra Federazione si è formato sotto il nome di “Italia e-Group” al fine di rispondere in modo efficace a tutte le sfide che oggi il mercato produttivo italiano pone. Il progetto prevede l’attuazione del contratto di rete che è un istituto innovativo nel nostro sistema produttivo e realizza un modello di collaborazione tra imprese che consente, pur mantenendo la propria indipendenza, autonomia e specialità, di realizzare progetti ed obiettivi condivisi, incrementando la capacità innovativa e la competitività sul mercato.

Ultima iniziativa, ma non per importanza, è il lancio di un nostro bando, dal titolo “Imprenditori 2.0”, per premiare la migliore idea imprenditoriale e innovativa. Al vincitore il valore massimo di €50.000.