Sono 11 milioni i lavoratori che nel mondo sono impegnati nel campo dell’energie rinnovabili. È questo il dato più aggiornato sull’occupazione nel campo fornito dall’Annual Review redatto dall’Agenzia Internazionale IRENA.

Grazie al documento si evince come la diversificazione della filiera rinnovabile stia cambiando l’impronta geografica del settore. Fino a ieri infatti la Cina, gli Stati Uniti e l’Unione Europea erano i principali paesi interessati a commercializzare nell’industria green.

Oggi, invece, i paesi dell’Est e del Sud-Est asiatico, come India, Tailandia e Malaysia, stanno acquistando un peso maggiore come esportatori di pannelli solari e fotovoltaici. Questa tendenza ha permesso all’Asia di mantenere una quota del 60% nell’occupazione rinnovabile a livello globale.

Nel dettaglio nel 2018 l’occupazione fotovoltaica si è espansa in: India, nel Sud-Est asiatico e in Brasile. Paesi come la Cina, gli Stati Uniti, il Giappone e l’Unione Europea hanno perso posti di lavoro.

I dati sull’occupazione eolica mostrano che i lavoratori si concentrano soprattutto in Europa e Cina ma i mercati statunitensi e del Nord Africa hanno iniziato a convertire l’esperienza acquisita in petrolio e gas in attività eoliche. Nel complesso il settore dell’eolico supporta 1,2 milioni di posti di lavoro in tutto il mondo.

Sempre dal report si evince che nel 2018 i posti di lavoro nei biocarburanti sono 2,1 milioni, con paesi come il Brasile, la Colombia e il Sud-Est asiatico in grado di vantare catene di approvvigionamento ad alta intensità di manodopera.